Alla fine Loss ha parlato. Lo ha fatto per comunicare che, da questo momento, non parlerà più nessuno.

A poche ore dalla fragorosa eliminazione dell’A-Team dalla Coppa Carapace, consumata per mano del THE B-TEAM con un clamoroso 321–290, dalla sede della capolista è arrivato un documento breve, solenne e pesante come uno zaino da alta montagna: silenzio stampa immediato e ritiro fino al termine del campionato.

È la prima risposta ufficiale alla notte che ha capovolto i pronostici, messo Loss sul banco degli imputati e trasformato una tranquilla sfida “in famiglia” in una delle più rumorose crisi tecniche della stagione. Nessuna intervista riparatrice, nessuna conferenza con bicchieri d’acqua strategicamente disposti davanti ai microfoni: soltanto un comunicato firmato dal capitano.

IL COMUNICATO INTEGRALE DELL’A-TEAM

COMUNICATO UFFICIALE — A-TEAM

A seguito dell’eliminazione dalla Coppa Carapace per mano del THE B-TEAM, attualmente l’A-TEAM comunica di aver adottato, con effetto immediato, il silenzio stampa.

La squadra entrerà inoltre in ritiro fino al termine del campionato. L’obiettivo rimane invariato: conquistare il primo posto in classifica e dimostrare che quanto accaduto in Coppa è stato soltanto un incidente di percorso.

Al termine della stagione verranno tratte le dovute conclusioni e verranno valutate le responsabilità di quanto accaduto.

Il capitano Loss, tuttavia, intende assumersi in prima persona tutte le responsabilità per l’eliminazione, senza cercare alibi né giustificazioni.

Da questo momento, testa bassa, lavoro e silenzio.

Il campionato non è ancora finito.

Loss
Capitano dell’A-TEAM

RITIRO SULL’ANTELAO? LA REDAZIONE INDAGA, L’A-TEAM NON RISPONDE

Il comunicato chiarisce tutto tranne il dettaglio che ha immediatamente acceso la curiosità degli osservatori: dove si ritirerà l’A-Team? La destinazione è coperta dal silenzio stampa, naturalmente, e dalla società non filtra neppure la marca delle borracce. In redazione, però, prende quota l’ipotesi più suggestiva: ritiro sulle pendici dell’Antelao, lontano dai telefoni, dai pronostici e soprattutto dai festeggiamenti del B-Team.

Il programma, secondo fonti che potrebbero tranquillamente essere state inventate davanti alla macchinetta del caffè, sarebbe rigidissimo: sveglia all’alba, salita con zaino tattico, ripetizione ossessiva della classifica generale e divieto assoluto di pronunciare i numeri 321 e 290 nella stessa frase.

Loss aprirebbe il gruppo con cartina, bussola e fascia da capitano. Braggi sarebbe incaricato di controllare i tempi di marcia; Speed Track, come suggerisce il nome, rischierebbe di arrivare in vetta prima ancora dell’appello. Il gramo potrebbe finalmente trovare un impiego pacifico per la sua spada, usandola come indicatore sulla lavagna tattica, mentre Ale dovrà convincersi che sul ghiaione i pattini non costituiscono equipaggiamento omologato.

E poi c’è Biggym. L’ex capitano conosce già i sentieri della crisi societaria e, per prudenza, potrebbe avere infilato nello zaino una copia del suo vecchio comunicato di dimissioni: non per nostalgia, assicura chi non può assicurare nulla, ma perché in alta quota la carta asciutta può sempre tornare utile.

LOSS SI PRENDE TUTTO: RESPONSABILITÀ O ULTIMA DIFESA?

Al di là delle battute, il passaggio politicamente più importante è uno: Loss si assume in prima persona tutte le responsabilità dell’eliminazione. Nessun alibi, nessuna colpa distribuita ai compagni, nessun tentativo di trasformare la serata perfetta di biondapiccola e gemellaingamba in un evento atmosferico imprevedibile.

È una presa di posizione netta e, dopo una sconfitta tanto pesante, anche necessaria. Ma il comunicato contiene una formula che non passerà inosservata: le responsabilità vengono assunte subito, mentre le conclusioni saranno tratte soltanto a fine stagione. Traduzione dal burocratese sportivo: il capitano si dichiara colpevole, ma la sentenza resta sospesa finché esiste una classifica generale da vincere.

Del resto, il punto centrale non è cambiato. L’A-Team è ancora al comando del campionato e quel primato rappresenta insieme una forza, una speranza e l’ultima grande protezione della gestione Loss. Se la squadra resisterà fino alla fine e porterà a casa il titolo, la caduta in Coppa potrà davvero essere archiviata come un incidente doloroso. Se invece perderà anche la vetta, il ritiro rischierà di diventare soltanto una lunghissima sala d’attesa prima del processo.

IL SILENZIO PIÙ RUMOROSO DEL CAMPIONATO

Curiosamente, il silenzio stampa dell’A-Team arriva dopo il risultato che ha fatto più rumore di tutti. Il B-Team continua a godersi l’impresa, VILLA raccoglie i meriti di una squadra preparata alla perfezione e le scatenate biondapiccola e gemellaingamba possono osservare da valle la carovana avversaria avviarsi metaforicamente verso la montagna.

In casa A-Team, invece, i microfoni si spengono e resta soltanto il campo. Forse è proprio quello che serviva a un gruppo apparso troppo sicuro contro l’ottava testa di serie: meno proclami, più punti; meno blasone, più fame; meno riunioni di famiglia, soprattutto se dall’altra parte della tavola siede il B-Team.

Ora ogni giornata della generale avrà il peso di un esame. Ogni passo falso riaprirà il caso, ogni vittoria renderà un po’ più respirabile l’aria del ritiro. E mentre i giornalisti cercano inutilmente una dichiarazione, dall’ipotetico campo base sull’Antelao sembra arrivare un unico messaggio, già scritto nero su bianco dal capitano:

“Il campionato non è ancora finito.”

Vero. E dopo questo comunicato, neppure la storia di Loss può dirsi conclusa. Per salvarla servirà il primo posto. Possibilmente prima che finisca la scorta di viveri.